Ott 25 2007

Maschere a Mohàcs

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Maschere a Mohàcs

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Ott 25 2007

Traghetto a Mohàcs

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Traghetto a Mohàcs

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Ott 21 2007

Del mondo, dall’ombelico al buco del… e ritorno

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Ciao a tutti, carissimi visitatori del nostro blog!

Visto un crescente ritmo lavorativo ed una graduale diminuzione della disponibilità di connessioni internet, è diventato piuttosto difficile darvi aggiornamenti del nostro viaggio…

Beh, ecco qui l’articolo che ho scritto fino a Belgrado, circa 4giorni fa ma ancora fresco per voi.

——-

Budapest è una città grande, e come tale è stata difficile e stimolante da affrontare lavorativamente.
Budapest è la capitale di una nazione con gente interessante, talvolta interessantissima.
Mi piacciono molto i nomi propri. Già ad Esztergom eravamo in un piccolo hotel il cui gestore era un tipo rude nell’aspetto ma gentilissimo nei modi: Szlotan…
A Budapest abbiamo avuto la fortuna di avere un ottimo (e a mio vedere moolto simpatico) interprete italo-ungherese: Attila…
A dispetto del nome esotico (per i non ungheresi), Attila è un romanaccio affabile che mentre traduceva le interviste cercavo di far ridere con le matite nelle orecchie o al posto dei baffi (ma ha saputo tener duro).
Se non hai l’interprete, a Budapest non é difficile trovare persone che parlano l’inglese, ma se ti va male e non é cosi’… dove „Italia“ si dice „Olasorszag“ e „ristorante“ si dice „ètterem“ è bene prepararsi ad un ampio e complesso uso della comunicazione gestuale.

Il Teatro Nazionale Ungherese, dove abbiamo fatto riprese, è bellissimo. Davvero bello.
E’ sulla sponda di Pest ed è ha aperto sei anni fa con una bella architettura, una illuminazione notturna pregevole ed al suo interno applicazioni tecniche innovative. Il palcoscenico è composto da una serie di piattaforme su bracci pneumatici che si alzano e si abbassano: in poche parole, durante lo spettacolo, scenografia e personaggi possono per esempio apparire affiorando da sottoterra. Era il caso della messa in scena de „Il barcaiolo sulla luna“, favola ungherese per bambini a cui eravamo presenti.

E poi c’è Csepel.
Lontano dal centro turistico della città, Csepel è probabilmente l’icona del sottobosco operaio di Budapest e contemporaneamente una diapositiva del passato socialismo reale: era il piu’ grande complesso metalmeccanico dell’Ungheria, ora in gran parte dismesso o abbandonato. E’ un’intero quartiere fatto di fabbriche, ciminiere e grandi tubature chiuso da un ingresso principale dove gli operai entravano al lavoro salutati da una statua di Lenin (ora non piu’ li’).
Csepel ha anche una propria squadra di calcio, nella serie C1, che abbiamo ripreso durante una partita. Un po’ come se fosse la Fincantieri F.C. o il Real Italsider o simili.
Adesso contro le folate di vento abbiamo le nostre brave sciarpe del Csepel.

Da numerosi altri luoghi e situazioni ripresi nella viva, luminosa, caotica, turistica, disponibile Budapest ci siamo poi spostati a Mohàcs.
Qui silenzio. E un traghetto.

Circa 300 chilometri a sud di Budapest, dopo strade sempre piu’ minimaliste e irregolari, ecco la nostra piccola cittadina, povera (ma in crescita, pare), semi-industriale e con un po’ di navi fluviali.
In queste regioni, per 150 chilometri lungo il Danubio non si hanno piu’ ponti. A Mohàcs prendi il biglietto e tutti in fila con macchina, bici, camion, carretto coi cavalli o a piedi per salire sul traghetto che in tre minuti ti porta dall’altra parte del fiume e poi di nuovo indietro.
Noi l’abbiamo fatto per un giorno e mezzo.
Ma c’è una cosa figa a Mohàcs: i vestiti-tradizionali-di-Carnevale-che-ora-non-mi-ricordo-come-si-chiamano!
Sono sontuosi travestimenti fatti in lana di pecora non conciata e mascheroni di legno con corna ovine autentiche, visivamente assonsanti (se si vuole, chi d’accordo e chi no) con le maschere del teatro giapponese o con i Mamutones sardi.
Se fuori dal Carnevale incontrate qualcuno vestito cosi’, chiamate un’esorcista.

E da Mohàcs arriviamo Vukovar, in Croazia su una sponda del Danubio, e l’altra sponda del fiume è Serbia.
Qui tantissime case hanno ancora i segni di un particolare morbillo.
E’ stato contratto nel 1991, durante la prima guerra nella ex-Jugoslavia: sono gli innumerevoli buchi lasciati nelle pareti da fucili, mitra, pistole, talvolta forse mortai.
Di nostri coetanei (diciamo tra i 25 e i 30 anni) non ne abbiamo visti molti, probabilmente le famiglie che potevano se li saranno portati altrove. Pero’ ci sono tanti adolescenti, come se ci fosse poi stato un piccolo „Baby-boom“. Chissà, altre congetture per ora non ne faccio, talvolta dopo aver guardato ed ascoltato ti accorgi che è necessario dover prima guardare ed ascoltare ancora.

Comunque, anche Vukovar non mi è dipiaciuta.
Da li’ vicino, passaggio di confine e lungo le strade della Serbia fino a Belgrado.
L’ultimo tratto di autostrada tra Novi Sad e Belgrado ha un cielo grande, e intorno pianura che fa il cielo ancora  piu’ grande. E poi si arriva sentendo alla radio Jimmy Sommerville e gli INXS.
Si rientra in una metropoli.
Metropoli che dei bombardamenti recenti qualche segno lo mostra ma qualche altro non piu’, che ha un gran movimento ed un ancor maggiore traffico, dall’odore riconoscibile.
Poi la città storica, con l’antica fortezza, la zona pedonale e le stradine alberate. La città nuova, con il mercato cinese, che è a Belgrado ma è cinese. La grande baraccopoli zingara, cresciuta sotto il ponte tra Belgrado e Nuova Belgrado.
L’autobus e il tram, ma non la metro. Pero’ tante auto Zastava, tra cui la Yugo (che era la Fiat 127 versione slava), e i tassisti che con le strade vuote ti portano fino a 90 all’ora.
E poi ieri, martedi’ 16 Ottobre, le riprese fatte con la mongolfiera ad un eccentrico e rinomato „fotografo volante“di nome Zamurovic. Woah…

Oggi si riparte, pernottamento a Kladovo, al confine con la Bulgaria e poi piu’ in là.

Un saluto e, se mi riesce, qualche foto,

Adriano

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Ott 03 2007

errata corrige

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PS: Le ultime 4righe di “Da Bratislava ad Esztergom” sono un refuso, pezzi sciolti ribellatisi alla fine data dal punto di “ci piace leggere i vostri commenti”.

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Ott 03 2007

Da Bratislava a Esztergom

Published by Adriano under Senza categoria

Domenica 30 Settembre abbiamo lasciato Bratislava per spostarci ad Esztergom, paesino ungherese al confine con la Slovacchia.

Bratislava è un’altra città che m’è piaciuta. A parte il pessimo inizio…
La seconda sera nella capitale slovacca, in 2-minuti-2 di disimpegno, mi hanno inc..ato la videocamerina (tra l’altro prestatami da un caaaro amico) con cui stavo facendo le mie personali ripresine da backstage, bravo gonzo (io, non l’amico).
Superato il trauma e trovata la pronta assoluzione del suddetto amico, avanti.

A Bratislava abbiam girato cose interessanti; anche prima, ma non ’sto ad impezzarvi con l’autopubblicità senno’ poi sembro di parte (ma va’!).
Belle vedute sul fiume e nella città, un collezionista ed artigianale restauratore d’orologi e poi una bella, bella macelleria..
Bella perchè piena di gente bella, anziana e bambina, in fila a comprare la carnazza senza “sentire lo sguardo della camera”,semmai concentrata a far quadrare i conti di economia domestica (almeno credo, e chi lo capisce lo slovacco?).

A proposito di slovacco, “si’” si dice -ano-, “no” -nie-, “bene” -dobre- e “grazie” -djaku jem-. “Ciao bella” non ho fatto in tempo ad impararlo. Pero’ cercavo di esprimerlo.

Bratislava è strana, è una capitale ed è piccola. Me l’ha data effettivamente, l’idea di centro di una piccola, nuova nazione che si sta ancora formando..

Vitale, attiva, divisa ma non troppo, centro cittá ufficiale e periferia ufficiosa, centro giovane e periferia piu’ anziana. Si muove, si muove in auto (minacciose), autobus, tram e navi. Come la maggior parte delle città danubiane viste finora, pero’ per me si muove tanto.
Le ambasciate sono tutte vicine: l’americana, la tedesca, e poco piu’ in là la giapponese, la greca, la francese. Sembra il luogo ideale per ambientare un film di spionaggio internazionale. L’altro giorno ai giardinetti un poliziotto grasso e grosso cercava di apparire borghese: sorvegliava seduto su una panchina, ma con l’antenna del baracchino a far capolino dalla tasca del suo impermeabile. Piu la pistola sotto la tasca, intravista quando si è mosso.
Poi c’è il ponte sospeso con un ristorante a forma di ufo alla cima dei suoi piloni portanti; ponte socialista collegato a strade socialiste. E il castello, quello no, quello è tipo medioevale o su di li’. E noi, che riprendiamo un bel po’ di cose tranne queste che vi ho detto or ora.

Poi via, si lascia Bratislava e si va ad Esztergom, in Ungheria. Ed è questo un altro punto a cui volevo arrivare!, alla strada fatta tra queste due citta’. Grandiosa!

I colori sono straordinari, con vaste pianure coltivate e tanti alberi colorati sullo sfondo. Si vede che é la terra del peperoncino e del peperone: i colori saturi e marcati, a me, facevano subito pensare ad un piatto piccante di quelli che non mangio da un po’, ecco tipo il gulash che ovviamente é come dire la pizza a Napoli. Accanto alla strada statale fatta da Bratislava ad Esztergom, un sacco di piste ciclabili e persone in bici, sui pattini, a cavallo, a piedi. Lungo la strada si attraversa il bellissimo (a colpo d’occhio) paesino di Mosonmagiaróvár, che solo a saperlo scrivere mi sento piú magiaro.

In camper ascoltavamo Bobby Bare Jr, e Badly Drawn Boy, Fiona Apple e qualcos’altro. Era figo.

Mi spiace molto non aver piú con me la videocamerina per riprendere situazioni simili; spero che l’obiettivo dei miei occhi le impressioni abbastanza a lungo sulla pellicola della mia memoria.    

Intanto, cercheró di scrivere ancora.

Saluti da (ora) Budapest (arrivati da Esztergom ieri, 2Ottobre),

Adriano

ps: ci piace molto leggere i vostri commenti…

PAesaggi
Spero che l’obiettivo dei miei occhi riesca ad impressionare abbastanza a lugo la pellicola della mia memoria

MUsica

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Set 28 2007

Degli smarrimenti e dei tassisti

Published by Adriano under Senza categoria

Quattro giorni fa ho tagliato la barba…

Fino al giorno prima c’era chi trovava mi stesse bene, chi trovava mi stesse male, sembri più vecchio, sembri più magro, sembri più esotico, ecc..

Il giorno dopo gli “‘azzo l’hai tagliata, non stava poi così male, ma forse così, o forse se la fai ricrescere”. Adesso anch’io inizio a pensare che potevo tenerla ancora un po’.

Trovo interessante come spesso le cose lasciate per strada ti entrano nella mente più a lungo di quando le avevi con te.

In un film come questo, penso che qualcosa di analogo capiti con gli oggetti e le situazioni smarrite per strada. Smarrite non significa solo perse, ma spesso anche rotte, compromesse, dissolte, assentàtesi, svanite, sfumate o sottratte.

 Fin qui si sono già smarrite lungo la strada (buona parte del repertorio è ahimè merito mio…):

un paio di calzini, alcune zeppe di legno (compensate da altre “trovate” per strada), un maglione (che era niente male..), due anelli (per qualcuno molto importanti), la testa di un cavalletto, la puntualità (praticamente sempre, puntualmente), un adattatore elettrico da spina Shuko(tedesca) a 4prese “Europa/10A”, una persona molto cara (su questo massimo, sincero rispetto e composto silenzio),  un cappello (fico) di pelle, la pazienza (spesso, ma ci riesce bene soprattutto a cena, che almeno poi se’ dorme), un inverter 12v-220v di Alessio Valori(sono innocente e il proprietario non potrà pensare ad una vendetta per la sua vittoria a freccette..), un mazzo di chiavi del camper (aaarrghh!), un magic-arm (un gingillo che piace molto a noi tecnici de’ noantri’!), una videocamera (piccola, quella der’ backstage che quasi non avete visto. “Bravo frescone, t’ha’ sei meritata, tiè!”…), un passaporto (ma quuuasi, poi fortunatamente ritrovato, cumpà).

Ciononostante stiamo andando avanti…

“Ciononostante” è una parola che mi piace, da’ la misura della dedizione che stai dando ad un lavoro. Finora mi sembra che su questo progetto venga profusa davvero molta, ma molta dedizione!

Ciononostante mi auguro che la lista degli smarrimenti non cresca più di tanto… 

Ancora a proposito di smarrimenti, a Vienna ho capito che una figura molto interessante a livello esistenziale è il tassista.

Il tassista è colui che quando ti perdi, o sei lontano, o stanco o ‘mbriaco, ti porta a destinazione. Certo lo paghi (e spesso caro), però è una certezza: un Virgilio che se vuoi sarà felice di fare 2chiacchiere durante il viaggio, altrimenti asseconderà il tuo “non rompere, sto cercando di arrivare a casa prima di dover vomitare”.

A Vienna l’80% dei tassisti non è nè viennese nè austriaco, ma serbo, iraniano, turco, iracheno, bulgaro, nigeriano, egiziano, ecc. ecc.

 Per come la vedo io, alla fine di questo lavoro noi saremo i tassisti di chi vedrà il film completo: siamo una troupe italiana (anche la nostra italo-crucca Catherine) e quindi non di nazionalità danubiana… Ciononostante stiamo cercando di prepararvi un’opera complessa dove dalla sorgente fino vi si porta alla foce del fiume seguendo una precisa destinazione, ossia una riflessione ampia sul passaggio da Ovest ad Est, alla commistione tra i popoli e tutte quelle cose che regista e produttrice sanno esporre meglio di me che (almeno per ora) espìo le mie colpe facendo un altro mestiere.

Vorrei continuare a lungo a sviluppare questi pensieri, ma alla fine di questo paragrafo sono le ore 02.11 di giovedì 28 settembre (ah, abbiamo festeggiato il 1o mese di riprese!) e tra 5ore e 1/2 mi devo svegliare per la convocazione. Ciononostante è stato piacevole ritagliarsi un attimo per queste 2righe in più in questo blog…

Azzero il tassametro, tra qualche ora si ricomincia. Intanto, la barba mi sta crescendo di nuovo…

 Adriano

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Set 25 2007

Ospiti del giorno….

Published by staff under Press agency

Domani, 26 Settembre, andrà in onda su Radio Romania International (www.rri.ro) l’intervista con la troupe del Danube Project, all’interno del programma “L’INVITATO DELLA SETTIMANA” .

La trasmissione inizierà alle 18.00 (ora italiana), subito dopo il notiziario e gli approfondimenti. La replica sara’ diffusa sabato 29 Settembre, nel programma delle 20.00 (ora italiana), sempre dopo il notiziario.

Chi volesse, speriamo siano tutti i nostri affezionati e non, potrà seguirci via Internet all’indirizzo http://www.rri.ro.

Istruzioni per l’uso:

Entrando nel sito della radio troverete elencate a destra le lingue in cui trasmette RRI, clickare ITALIANO e quindi su Real Audio oppure mp3 e selezionare 3.

Quindi saluti a tutti e a domani.

Alessandra

Mauro

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Set 22 2007

Dopo 4 settimane, ma con un anno in piu’…

Published by Adriano under Senza categoria

Saluti da Vienna,
oggi è il 22 Settembre 2007 ed è il mio compleanno (ne faccio 28, anche se ora con la barba me ne danno 40… la tagliero’ presto, passando forse da un esperimento con baffo e pizzo)
In piu’, domani saranno passate 4 settimane dalla nostra partenza da Bologna.
Per questa doppia ricorrenza, vi espongo un po’ di ricordi sparsi del viaggio fin qui fatto.

“EPPUR SI MUOVE”
Dovendo partire da Bologna con materiale leggero per essere agili nelle riprese, uno dei primi pensieri è stato “‘azzo, non abbiamo né carrello nè un dolly o qualcosa di simile: sta a vedere che saremo costretti a fare solo inquadrature fisse.”.
Beh, sotto quest’aspetto ci siamo invece tolti finora un po’ di soddisfazioni, con ispirazioni del Cappucci, poi le Grillate per la realizzazione e il Valori per finalizzare:
macchina da presa bloccata su: cofano d’auto d’epoca (a 50km/h), serbatoio d’una moto enduro (a 60-70 Km/H), piattaforma d’un trattore (a velocità “aho’, scansate che qua dietro stamo ad invecchia’”), bicicletta (a velocità ignota), tetto d’una BMW (la soddisfazione, camera immobile per 120 km a 90-100km/H), oltre a vabbè dei carrelletti accrocchiati, un mini-Jib (uno sbraccio mobile) per un giorno e un po’ di cosine varie.

“PORTATEVI IL COSTUME DA BAGNO”
Questo avvertimento c’era stato dato da Vanessa prima della partenza.
Risultato piu’ che ovvio…: i primi 20 giorni in Germania, li abbiamo passati con cielo grigio, pioggia, ancora pioggia, pediluvio dentro fontane e nel Danubio per riprese a pelo d’acqua, temperature medie sui 12-15° e di nuovo pioggia.

Per l’arrivo sul Mar Nero previsto a fine ottobre cerchiamo scafandri da palombari …

“BREVI IMPRESSIONI DELLE CITTA’ FIN QUI VISTE”

DONAUESCHINGEN è una cittadina simpatica il primo giorno, poi diventa una cittadina e basta. I dintorni pero’, nel pieno della Foresta Nera, sono fighissimi, con boschi e pascoli a perdita d’occhio. Se passate da Donaueschingen, fatevi una magnata al ristorante italiano “Zum schützen”, non per fare l’italiano che anche all’estero magna italiano ma perchè il proprietario Tony è un calabrese di ottima compagnia e con cui una partita a scopa dopo il caffè ci sta di brutto.

ULM è una città molto carina, anche se ha compensato la sua bellezza con un pacco di sfighe di varia natura cascateci sulla testa…

Ah, se visitate la torre del Münster (presente tra i video di questo blog) saprete di essere in prossimità della vetta quando non distinguerete piu’ le voci dei bambinetti che salgono dal cigolio delle vostre ginocchia.

Il quartiere dei pescatori è molto bello.

Ah, Ulm è formata da Ulm e Neu-Ulm (un po’ come Buda e Pest, ma un po’ piu’ tamarra. Ulm fa parte della regione Baden-Württenberg, Neu-Ulm è Baviera): se siete a Neu-Ulm potete fumare dentro i locali, se siete a Ulm (ossia 20metri piu’ in là) no.

REGENSBURG l’ho trovata piacevole. Li’ ho battuto Alessio Valori a biliardo (che pensava d’essere il Minessota Fats de’ noantri).

Accanto al Ponte di Pietra sul Danubio c’è la trattoria zozzona dei würstel piu’ antica der mondo: si chiama “Historisches Würstküche” e ci fanno le sarcicce coi crauti da piu’ di 500 anni (spero con carne sempre nuova..). Da previsione, a magnarci adesso ci vanno soprattutto turisti e troupe cine d’assalto, e a servirti è un cameriere calabrese. Comunque bella magnata zozzona. Occhio a quanti panini prendete dal coperto, ve li contano…

Le officine BMW hanno 10.000 dipendenti, sembra d’entrare in un film di fantascienza con robot e cose strane tecnologiche dappertutto, e dopo 20min a vedere la catena di montaggio ti senti già un po’ piu’ marxista.

PASSAU è bella.

E’ piccola, ma non usate il fiume per orientarvi: se camminate lungo un corso d’acqua, magari è il Danubio, magari è l’Inn, magari e l’ Inz (per fare gli sboroni c’hanno tre fiumi, e pensare che a Bologna per vedere il fiume mi tocca fare la fila alla finestra nel muro di via Piella).

Se dormite all’ostello della gioventu’, siete su un colle da cui vedete l’intera città e dovreste avere accesso ad un piccolo osservatorio astronomico ben interessante.

Anche LINZ (e qui passiamo in Austria) è bella.

Non credevo, perchè una volta avevo cambiato treno li’ e mi sembrava (in effetti lo è) una città molto industriale. Cio’ nonostante ha un bel centro, le linzesi sono moolto carine e una sera (una delle 3-4 sere in cui finora abbiamo avuto forza per un’uscitina dopo il lavoro…) abbiamo giocato a freccette, quelle col bersaglio elettronico: ha vinto Valori, ma facendo gli ultimi punti appoggiando direttamente il dito sul bersaglio..

L’Ars Electronica, la mostra annuale che fanno li’ d’arte elettronica, è ben interessante. Ci sono farfalle virtuali che volano, una lavatrice che produce cacca, scritte taiwanesi che appaiono sulla sabbia per spiegarti la meditazione basata su calligrafia e respirazione, e poi un po’ d’altre cose…

Adesso siamo a VIENNA, città per me molto familiare dove ho vissuto sei mesi.

Città moolto, moolto complicata per le riprese del nostro film, ma di questo vi parlero’ prossimamente.

Un caro saluto,

Adriano

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Set 18 2007

IL MANCINISMO DANUBIANO

Published by Cristian under Novo Modo

QUANTO VORREI INCONTRARE QUALCUNO CHE SAPPIA SCRIVERE CON UN PIEDE. Purtroppo non ho mai avuto l’occasione, nè la fortuna di visionare un FENOMENO di questa tipologia… sarebbe STRAORDINARIO… soprattutto se il piede utilizzato fosse il sinistro. COMUNQUE SONO DEL PARERE CHE “TROPPE, TRONFIE, ZITELLE” SIANO LE MANI DESTRE A SCRIVERE, e credo che molte di codeste mani ANDREBBERO DIVINAMENTE OSTENTATE in un museo d’arte contemporanea… magari in un contenitore SOTTOVUOTO o in una CELLA al FREON (…finalmente congelate). STO ASPETTANDO IL GIORNO… DELLE MANI SINISTRE (e per sinistro non intendo “un incidente” ma cio che “minacciosamente sta dalla parte del cuore”). Penso che oggigiorno esistano ancora TROPPI UOMINI PROTESI. E chi non ha orecchie per intendere: CHE NON INTENDA… questo non é mai stato un problema… anche se DE AMICIS insegna il contrario… “BISOGNA SEMPRE INTENDERE ALLO STESSO MODO”… AH AH AH … CAZZO. VI SALUTO TUTTI (soprattutto ALE, MAURO, E VALE… un bacio).

IL VOSTRO CALOROSISSIMO e MANCINISSIMO…

PS: anche DI PIEDE ma solo per il CALCIO.
PS2: ah… anche il FIUME é SINISTRO.

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Set 18 2007

Discendendosene dalla torre più alta dell’ intera Europa

Published by Alessio under Road-doc-Movie

Siamo saliti fino alla cima di questa torre con stella e bazzoca, una volta, poi un altra solo con il trepiedi, quello di Davide, che l abbiamo poi perso in circostanze non chiare alcuni giorni prima o dopo l arrivo a Linz, cioè ce l abbiamo ancora nel Camper, nella stiva insieme al resto però a modo suo ci ha lasciato, come le 5 zeppette, anche loro se ne sono andate, Adriano dove sei, dove le hai messe, una sola gli è rimasta in tasca, e ora che la camera A quella cioè che in realtà è una B per i DOP che noi la giriamo come la A percheè è la prima camera, volevo dire quella camera che sta sempre a terra per schiacciare il cielo ora senza ste zeppe, dietro ogni porta c è una zeppa, le recupereremo.

Comunque un pò di dati tecnici:

La temperatura colore, Per i DOP i gradi Kelvin, molto variabile, il Day light passa dai 9000 ai 4800 senza mai avvertire un attimo, i bianchi quelli non li faccio, ha ragione Enzo forse, lasciare un prodotto carico di informazione può essere utile, glielo ha detto un DOP a Bologna, uno di quelli bravi.

L acqua è percepibile, si sente dal primo giorno, sono entrato, anzi meglio Enzo mi ha gettato in acqua e da li non ci siamo più staccati dall acqua, il fiume è sempre li con noi, vicino o lontano lo sentiamo sempre, ci bagna in continuazione, la camera con l ottica ci arriva quasi dentro e ne esce con colori e percezioni davvero belle.

Ora è L ora di partire per location, siamo a Vienna…

Ciao

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