Set 28 2007
Degli smarrimenti e dei tassisti
Quattro giorni fa ho tagliato la barba…
Fino al giorno prima c’era chi trovava mi stesse bene, chi trovava mi stesse male, sembri più vecchio, sembri più magro, sembri più esotico, ecc..
Il giorno dopo gli “‘azzo l’hai tagliata, non stava poi così male, ma forse così, o forse se la fai ricrescere”. Adesso anch’io inizio a pensare che potevo tenerla ancora un po’.
Trovo interessante come spesso le cose lasciate per strada ti entrano nella mente più a lungo di quando le avevi con te.
In un film come questo, penso che qualcosa di analogo capiti con gli oggetti e le situazioni smarrite per strada. Smarrite non significa solo perse, ma spesso anche rotte, compromesse, dissolte, assentàtesi, svanite, sfumate o sottratte.
Fin qui si sono già smarrite lungo la strada (buona parte del repertorio è ahimè merito mio…):
un paio di calzini, alcune zeppe di legno (compensate da altre “trovate” per strada), un maglione (che era niente male..), due anelli (per qualcuno molto importanti), la testa di un cavalletto, la puntualità (praticamente sempre, puntualmente), un adattatore elettrico da spina Shuko(tedesca) a 4prese “Europa/10A”, una persona molto cara (su questo massimo, sincero rispetto e composto silenzio), un cappello (fico) di pelle, la pazienza (spesso, ma ci riesce bene soprattutto a cena, che almeno poi se’ dorme), un inverter 12v-220v di Alessio Valori(sono innocente e il proprietario non potrà pensare ad una vendetta per la sua vittoria a freccette..), un mazzo di chiavi del camper (aaarrghh!), un magic-arm (un gingillo che piace molto a noi tecnici de’ noantri’!), una videocamera (piccola, quella der’ backstage che quasi non avete visto. “Bravo frescone, t’ha’ sei meritata, tiè!”…), un passaporto (ma quuuasi, poi fortunatamente ritrovato, cumpà).
Ciononostante stiamo andando avanti…
“Ciononostante” è una parola che mi piace, da’ la misura della dedizione che stai dando ad un lavoro. Finora mi sembra che su questo progetto venga profusa davvero molta, ma molta dedizione!
Ciononostante mi auguro che la lista degli smarrimenti non cresca più di tanto…
Ancora a proposito di smarrimenti, a Vienna ho capito che una figura molto interessante a livello esistenziale è il tassista.
Il tassista è colui che quando ti perdi, o sei lontano, o stanco o ‘mbriaco, ti porta a destinazione. Certo lo paghi (e spesso caro), però è una certezza: un Virgilio che se vuoi sarà felice di fare 2chiacchiere durante il viaggio, altrimenti asseconderà il tuo “non rompere, sto cercando di arrivare a casa prima di dover vomitare”.
A Vienna l’80% dei tassisti non è nè viennese nè austriaco, ma serbo, iraniano, turco, iracheno, bulgaro, nigeriano, egiziano, ecc. ecc.
Per come la vedo io, alla fine di questo lavoro noi saremo i tassisti di chi vedrà il film completo: siamo una troupe italiana (anche la nostra italo-crucca Catherine) e quindi non di nazionalità danubiana… Ciononostante stiamo cercando di prepararvi un’opera complessa dove dalla sorgente fino vi si porta alla foce del fiume seguendo una precisa destinazione, ossia una riflessione ampia sul passaggio da Ovest ad Est, alla commistione tra i popoli e tutte quelle cose che regista e produttrice sanno esporre meglio di me che (almeno per ora) espìo le mie colpe facendo un altro mestiere.
Vorrei continuare a lungo a sviluppare questi pensieri, ma alla fine di questo paragrafo sono le ore 02.11 di giovedì 28 settembre (ah, abbiamo festeggiato il 1o mese di riprese!) e tra 5ore e 1/2 mi devo svegliare per la convocazione. Ciononostante è stato piacevole ritagliarsi un attimo per queste 2righe in più in questo blog…
Azzero il tassametro, tra qualche ora si ricomincia. Intanto, la barba mi sta crescendo di nuovo…
Adriano


